Canzoni Segrete

Brevi pezzi composti nell’arco di circa trent’anni, a lungo custoditi e mai pubblicati, affidati nel tempo a luoghi, elementi naturali e presenze simboliche — dal mare alla città, alla neve, fino ad api, farfalle e bambini — come messaggi destinati a essere ritrovati.


Le Canzoni Segrete nascono da un’idea semplice e radicale: la musica come gesto lasciato nel mondo. Non musica “eseguita” soltanto, ma musica “regalata” a contesti, persone, luoghi e momenti specifici, come si lascerebbe un messaggio in una bottiglia o una capsula del tempo.

Le partiture hanno spesso una caratterizzazione visuale: sono cioè scritte per dare anche un messaggio visivo.



Ogni composizione è una traccia affidata. Una volta scritta o eseguita, la musica resta nel luogo, nel momento o nella relazione che l’ha generata. Può essere ritrovata, ricordata o anche soltanto immaginata.


Il primo nucleo pubblico delle Canzoni Segrete è Il Diario di Dira (libro/EP), nato da una musica affidata alla montagna: uno spartito lasciato nel 2013 dentro un pianoforte in un rifugio d’alta quota e ritrovato anni dopo. Da quel gesto sono nati un libro e un EP, in cui parole, partiture e immagini raccontano una ragazza, una montagna e una musica.


Il secondo nucleo, Butterflies (libro/EP), traduce questa stessa sensibilità in una forma musicale e visiva. Dodici brani per pianoforte, ciascuno intitolato a una farfalla in via di estinzione. Ogni brano è dedicato a una donna vittima di femminicidio attraverso una poesia scritta tra le note, come atto di memoria silenziosa che non si limita a rappresentare, ma che viene lasciato, consegnato, affidato. Ogni partitura ha la forma di una farfalla ed è scritta in forma canonica.  


Il terzo nucleo è Ultramarine (libro/EP), la ripresa e ripubblicazione di un lavoro del 2005, mai distribuito, implementata da un testo. Qui il gesto del “lasciare” è legato al mare e agli affetti, e si intreccia con quello del ritorno: una musica custodita per oltre 20 anni in una capsula del tempo ora riaperta.



Nel loro insieme, questi progetti descrivono una pratica unica: la musica come atto di deposito nel tempo, come gesto che non si chiude nell’opera ma la supera, affidandola a ciò che la circonda.

Le Canzoni Segrete sono un archivio vivo di questi gesti: non una raccolta di brani, ma un insieme di tracce lasciate intenzionalmente nel mondo, perché possano continuare a esistere oltre il momento in cui sono state create.